Titolo
Edison per l'orso
Presentazione
Chi è l'orso marsicano
Carta d'dentità
Cosa mangia
Biologia dell'orso
Dove vive
Perchè convivere con l'orso
Distribuzione degli orsi nel mondo
L’orso bruno in Europa
Distribuzione e status di conservazione in Italia
Principali fattori di rischio a scala locale
L’orso e l’uomo
Leggende e miti popolari
Storia e curiosita'
Lo sapevi...?
C’e' ma non si vede (segni di presenza)
La ricerca al servizio della conservazione
Il progetto Orso del Parco
La sfida della conservazione
Conservazione e contesto istituzionale
Linee di azione per salvare l’orso
Consigli 1
Consigli 2
Fine
Chi è l'orso marsicano?

Fanno parte della fauna italiana due distinte sottospecie di orso bruno, una (la razza “tipica”
euro-asiatica) nelle Alpi centrali ed orientali, dove oggi è praticamente estinta, ed una esclusiva
(“endemica”) dell’Appennino centrale, diffusa con una piccola popolazione nei monti intorno
al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, di cui rappresenta il simbolo ed uno dei principali
valori naturalistici.
La popolazione dell’Appennino centrale venne descritta come sottospecie, con il nome di Ursus
arctos marsicanus, da Giuseppe Altobello, un naturalista molisano che studiò la fauna del Molise
e dell’Abruzzo, nel 1921. I caratteri allora individuati erano però di scarso rilievo, la diagnosi non
chiara, e gli studiosi successivi per lo più ignorarono l’orso marsicano e lo ritennero un “sinonimo”,
cioè lo ritennero uguale alle altre popolazioni di orso bruno. Uno solo, il paleontologo
Sergio Conti, aveva potuto studiare nel 1954 un cranio conservato nel Museo di Storia naturale
di Genova ed individuare alcuni altri caratteri significativi, che confermavano la validità della
sottospecie. Ma la relativa pubblicazione era poco diffusa e poco nota.
Anche il Toschi infatti,
nel suo volume della Fauna d’Italia (1965), elencò la sottospecie appenninica semplicemente tra
i sinonimi dell’orso bruno e ne sottovalutò il significato e l’importanza.
A partire dagli anni 1982-1984 ho svolto, con vari collaboratori, una ricerca sulla sistematica
morfologica degli orsi abruzzesi, basata sui resti di numerosi esemplari raccolti e conservati dal
personale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Questa ricerca ha permesso di definire
la popolazione appenninica con nuovi caratteri morfologici più validi e costanti e di considerarla
distinta a livello sottospecifico, rivalutando il nome Ursus arctos marsicanus Altobello, 1921.
Questa interpretazione è stata formalizzata e pubblicata (Vigna Taglianti, 2003) sul volume 38
della Fauna d’Italia ed è stata confermata dalle ricerche e pubblicazioni successive.
In pratica, la sottospecie appenninica si distingue da tutte le altre popolazioni di orso bruno per
vari caratteri morfologici e morfometrici del cranio, particolarmente evidenziabili negli esemplari
adulti.
Mentre nelle femmine e nei giovani il cranio è simile a quello delle altre popolazioni
euro-asiatiche, nei maschi il capo è corto, allargato, alto, con una cresta marcata ed il muso corto,
che ricorda (anche se pare non ci siano reali parentele) quello dell’orso delle caverne, una specie
distinta, diffusa in tutta Italia in epoca preistorica.
Dal punto di vista faunistico e biogeografico, l’orso marsicano non può essere considerato un
semplice relitto “postglaciale” derivato dalle popolazioni alpine scese lungo l’Appennino: le sue
origini ed affinità devono ancora essere chiarite, ma i primi dati genetici e molecolari parlano
comunque in favore di una origine orientale, balcanica.
In conclusione, il nostro splendido e simpatico orso marsicano ha una storia antica e poco nota,
e presumibilmente i suoi antenati hanno popolato l’Appennino arrivando dai Balcani in epoca
remota, senza che ci siano mai stati collegamenti con le popolazioni alpine.
Recenti ricerche sulla
sua distribuzione in Italia in epoca storica, mostrano infatti che l’orso bruno era diffuso con
continuità in tutte le Alpi, fino alle Alpi Liguri e raggiungeva l’Appennino settentrionale fino alle
Alpi Apuane, mentre l’orso marsicano era diffuso nell’Appennino centro-meridionale, dai Monti
Sibillini (a nord fino al Monte Pennino) alla Campania e Puglia.
Oggi, l’orso marsicano si trova solo nell’Appennino centrale, dove si osserva anche una certa
“espansione” nei diversi gruppi montuosi a partire dalla popolazione del Parco Nazionale
d’Abruzzo, Lazio e Molise grazie allo stato di conservazione del territorio ed alla presenza di
corridoi ecologici fra le aree suddette, oltre che alla tutela garantita dalle leggi vigenti.
Prof. Augusto VIGNA TAGLIANTI