Titolo
Edison per l'orso
Presentazione
Chi è l'orso marsicano
Carta d'dentità
Cosa mangia
Biologia dell'orso
Dove vive
Perchè convivere con l'orso
Distribuzione degli orsi nel mondo
L’orso bruno in Europa
Distribuzione e status di conservazione in Italia
Principali fattori di rischio a scala locale
L’orso e l’uomo
Leggende e miti popolari
Storia e curiosita'
Lo sapevi...?
C’e' ma non si vede (segni di presenza)
La ricerca al servizio della conservazione
Il progetto Orso del Parco
La sfida della conservazione
Conservazione e contesto istituzionale
Linee di azione per salvare l’orso
Consigli 1
Consigli 2
Fine
Distribuzione e status di
conservazione in Italia
In Italia l’orso è presente in 3 distinti
nuclei.
La popolazione più numerosa
si trova sull’Appennino centrale,
compresa quasi interamente nel Parco
Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise da
dove si sta lentamente espandendo nelle
aree circostanti. Secondo recenti studi
effettuati nel territorio del Parco, una
stima realistica attuale può essere di 40-
50 esemplari.
Il secondo nucleo si trova nel Trentino
occidentale (più precisamente nella zona
nord-orientale del Brenta) ed è costituito
da circa 20 esemplari, reintrodotti
dalla Slovenia negli ultimi dieci anni.
Il terzo nucleo, anche se ancora instabile,
si sta ricostituendo sulle Alpi orientali
(Tarvisiano, Alpi Carniche e Dolomiti
Bellunesi) grazie alla colonizzazione
spontanea da parte di esemplari provenienti
dalla Slovenia.
Principali fattori di rischio a scala locale
L'orso è presente nel territorio del Parco e nei territori confinanti fin da epoca preistorica;
nel secolo scorso l’istituzione stessa del Parco è stata fondamentale per permettere la sua
conservazione fino ai giorni nostri. Nonostante ciò, il numero di orsi uccisi illegalmente o
accidentalmente dall’uomo è stato - e continua ad essere - elevato, e tante possono essere le motivazioni:
attriti irrisolti con il mondo zootecnico e venatorio; dimostrazioni di arroganza nei confronti dell’istituzione Parco; bracconaggio intenzionale o accidentale; ignoranza e negligenza.
Nonostante le condizioni ambientali del Parco siano ottimali per l’orso, anche livelli minimi di
mortalità causati dall’uomo possono però mettere ulteriormente a rischio l’ormai esigua popolazione
rimasta. Su una quarantina di orsi che compongono ad oggi la popolazione, forse non più
di 4-5 femmine adulte si riproducono ogni anno.
La mortalità di origine antropica è attualmente il principale fattore di rischio su scala locale.
Limitare questo rischio vuole dire comprendere a fondo le cause dei contrasti e del conflitto con
le popolazioni locali e con le attività antropiche, ma allo stesso tempo agire con determinazione
per assicurare all’orso la tranquillità che gli spetta all’interno di un Parco Nazionale.
