Conoscere l'Orso - Sommario

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Distribuzione e status di
conservazione in Italia

In Italia l’orso è presente in 3 distinti nuclei. La popolazione più numerosa si trova sull’Appennino centrale, compresa quasi interamente nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise da dove si sta lentamente espandendo nelle aree circostanti. Secondo recenti studi effettuati nel territorio del Parco, una stima realistica attuale può essere di 40- 50 esemplari.
Il secondo nucleo si trova nel Trentino occidentale (più precisamente nella zona nord-orientale del Brenta) ed è costituito da circa 20 esemplari, reintrodotti dalla Slovenia negli ultimi dieci anni.
Il terzo nucleo, anche se ancora instabile, si sta ricostituendo sulle Alpi orientali (Tarvisiano, Alpi Carniche e Dolomiti Bellunesi) grazie alla colonizzazione spontanea da parte di esemplari provenienti dalla Slovenia.

 

Principali fattori di rischio a scala locale

L'orso è presente nel territorio del Parco e nei territori confinanti fin da epoca preistorica; nel secolo scorso l’istituzione stessa del Parco è stata fondamentale per permettere la sua conservazione fino ai giorni nostri. Nonostante ciò, il numero di orsi uccisi illegalmente o accidentalmente dall’uomo è stato - e continua ad essere - elevato, e tante possono essere le motivazioni: attriti irrisolti con il mondo zootecnico e venatorio; dimostrazioni di arroganza nei confronti dell’istituzione Parco; bracconaggio intenzionale o accidentale; ignoranza e negligenza.
Nonostante le condizioni ambientali del Parco siano ottimali per l’orso, anche livelli minimi di mortalità causati dall’uomo possono però mettere ulteriormente a rischio l’ormai esigua popolazione rimasta. Su una quarantina di orsi che compongono ad oggi la popolazione, forse non più di 4-5 femmine adulte si riproducono ogni anno.
La mortalità di origine antropica è attualmente il principale fattore di rischio su scala locale.
Limitare questo rischio vuole dire comprendere a fondo le cause dei contrasti e del conflitto con le popolazioni locali e con le attività antropiche, ma allo stesso tempo agire con determinazione per assicurare all’orso la tranquillità che gli spetta all’interno di un Parco Nazionale.