LA RICERCA SCIENTIFICA NEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO, LAZIO E MOLISE

Tra le finalità di una area protetta c’è indubbiamente la promozione della ricerca scientifica e non può essere diversamente, considerato che attraverso la ricerca è possibile acquisire le conoscenze necessarie alla progettazione degli interventi di gestione che consentono la conservazione della flora e della fauna, patrimonio dell’area protetta.

di Vittorio Ducoli e Cinzia Sulli

Il Parco Nazionale d’Abruzzo,Lazio e Molise ha una lunga tradizione in tal senso che inizia con le indagini floristiche dei professori Anzalone e Bazzichelli e arriva oggi alla ricerca sui grandi carnivori condotta dal prof. Boitani e dal numeroso gruppo di ricercatori che con lui collabora.
Tra i numerosi progetti di ricerca e monitoraggio in corso attualmente al Parco alcuni sono sicuramente di notevole interesse fornendo dati di immediata utilizzazione per la progettazione o il miglioramento dei piani di gestione e conservazione di alcune delle specie bandiera del Parco; altri invece consentono al Parco un monitoraggio continuo sullo status della fauna e delle foreste o l’implementazione di modelli di riferimento per la gestione del patrimonio ambientale e di biodiversità del Parco stesso.

Tutti i progetti di ricerca sono soggetti alla preventiva autorizzazione dell’Ente Parco ed ogni ricercatore ha tra le condizioni imposte in sede di autorizzazione anche quelle di:

Questo ha contribuito a formare un patrimonio di notevole valore e importanza a disposizione di tutti gli studenti e i ricercatori che vengono a svolgere il loro lavoro nel territorio del PNALM fatto degli oltre 7000 volumi che costituiscono la biblioteca e di migliaia di reperti tra tavole di erbario, scatole entomologiche, esemplari imbalsamati e reperti osteologici.

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