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I Pipistrelli (Progetto Chirotteri)

Cosa sono i Chirotteri

I Chirotteri (meglio noti come pipistrelli) sono mammiferi: allattano, cioè, i loro piccoli e hanno il corpo ricoperto di pelo. Sono, tuttavia, dotati di una proprietà unica tra i mammiferi, ossia la capacità di volare attivamente proprio come fanno gli uccelli. Ci riescono grazie a una speciale modificazione della struttura di mano e braccio, trasformati in ala.
I Chirotteri sono caratterizzati da una elevata biodiversità: in tutto il mondo se ne conoscono circa 1100 specie, delle quali almeno 34 presenti in Italia. Le moderne tecniche di analisi del DNA hanno consentito di scoprire specie altrimenti non distinguibili, perché assai simili - se non identiche! - ad altre (in questi casi gli zoologi parlano di specie 'criptiche'). È il caso, ad esempio, del piccolo pipistrello pigmeo (Pipistrellus pygmaeus), solo negli ultimi anni distinto dal comune pipistrello nano (P. pipistrellus). Le due specie, quasi uguali nella morfologia, differiscono sensibilmente negli ultrasuoni emessi per orientarsi e identificare le prede: il pipistrello nano produce segnali a frequenze di circa 45 kHz, il pigmeo ne emette di più acuti (55 kHz), tanto che gli zoologi britannici lo chiamano 'soprano pipistrelle'! L'analisi del DNA non lascia dubbi sul fatto che siano due 'buone specie'.
Nelle aree Paleotropicali vivono i cosiddetti Megachirotteri, spesso chiamati volpi volanti: generalmente di grande taglia, si nutrono di materiali vegetali quali nettare, polline e frutti e svolgono un ruolo importante nell'impollinazione e nella dispersione dei semi di molte specie vegetali. La gran maggioranza dei Chirotteri, però, incluso quelli europei, appartiene ai Microchirotteri: più piccoli, generalmente, e soprattutto dotati di un affascinante 'sesto senso': l'ecolocalizzazione.

Vedere con le orecchie

I pipistrelli non sono ciechi, come spesso si racconta: anzi, per la verità, ci vedono piuttosto bene. I Microchirotteri, dominatori dei cieli notturni, si orientano nel buio attraverso un sofisticato 'biosonar': emettono cioè segnali acustici, per lo più ultrasuoni, i quali, rimbalzando sugli oggetti circostanti, tornano all'animale che li ha prodotti sotto forma di eco. Il tempo intercorso tra emissione e ritorno consente al pipistrello di determinare la distanza dell'oggetto colpito con impressionante precisione. Altre proprietà riscontrate nell'eco consentono di acquisire ulteriori dettagli sugli ostacoli investiti dagli ultrasuoni: in tal modo, i pipistrelli insettivori possono distinguere tra insetti diversi, e per alcune specie di Chirotteri è stata provata una vera e propria scelta della preda.
Gli ultrasuoni hanno frequenze superiori a quelle percepibili dall'orecchio umano. Per ovviare a quest'inconveniente e utilizzare le emissioni ultrasoniche per lo studio dei pipistrelli, gli zoologi impiegano speciali strumenti, detti bat detector, che trasformano gli ultrasuoni in suoni udibili. I bat detector più moderni impiegano un meccanismo detto di 'espansione temporale': gli ultrasuoni vengono 'rallentati', in genere secondo un fattore 10, diventando udibili ed analizzabili con speciali software per lo studio del suono. In questo modo è possibile monitorare l'attività di caccia dei Chirotteri, e in molti casi pervenire all'identificazione delle specie.

Ascolta Myotis daubentonii in caccia sul fiume Sangro

Oltre ai segnali di ecolocalizzazione, i pipistrelli ne producono altri per comunicare: si tratta dei cosiddetti segnali sociali. Ne sono un esempio i 'zip zip' che possiamo spesso ascoltare quando i piccoli Pipistrellus cacciano presso le luci stradali. In quel caso un individuo avverte i suoi conspecifici che in quell'area sta cacciando lui e perciò non desidera estranei nei paraggi!

Ascolta un segnale sociale di Pipistrellus kuhlii

Cosa mangiano?

Se analizziamo la dieta delle tante specie di Chirotteri esistenti, troviamo un'impressionante varietà di scelte alimentari: molte specie si nutrono di insetti, ma ne esistono altre che mangiano polline, nettare, frutti, roditori, altri pipistrelli, pesci, rane e, infine, si conoscono tre specie di pipistrelli, limitate al Centro e al Sud America, che succhiano il sangue degli animali domestici. Sono queste ultime ad aver fatto nascere il mito negativo secondo cui i pipistrelli succhierebbero sangue: cosa, come abbiamo visto, vera solo per tre specie su circa 1100!
I pipistrelli italiani predano insetti, offrendoci un'insostituibile opera 'insetticida': eliminano, così, tanti insetti nocivi all'uomo e alle colture. Va aggiunto, a titolo di curiosità, che due specie di Chirotteri italiani che cacciano a pelo d'acqua (Myotis daubentonii e M. capaccinii) possono occasionalmente ingerire pesciolini; e che la rara nottola gigante (Nyctalus lasiopterus) può cibarsi, oltre che di insetti, di piccoli uccelli.

Vita da pipistrelli

I Chirotteri europei superano la stagione invernale, quando gli insetti scarseggiano, rifugiandosi in siti bui, freschi e tranquilli, dove trascorrono in letargo periodi più o meno lunghi: rallentano, cioè, tutte le attività corporee, incluso la frequenza respiratoria e il battito cardiaco, consumando poca energia e sopravvivendo grazie alle riserve di grasso corporeo accumulate nella bella stagione. Perciò non bisogna disturbare i siti di svernamento dei pipistrelli: destarli dal letargo significa far loro consumare preziose riserve energetiche ed esporli a rischio di morte. Il letargo può essere interrotto ogni tanto, specialmente nei giorni in cui le condizioni ambientali diventano propizie a una caccia notturna. Gli accoppiamenti avvengono in autunno e perfino in inverno, durante il letargo: nella gran parte delle specie, gli spermatozoi vengono trattenuti quiescenti nelle vie genitali delle femmine, e queste ultime ovulano solo a letargo ultimato, in primavera, per consentire la fecondazione.
Con l'arrivo della primavera, cessa la fase di letargo: le femmine, dopo un certo tempo, si radunano in rifugi riproduttivi (nursery) ove, tra giugno e luglio, danno alla luce i piccoli (in genere uno solo). Dopo poche settimane, i piccoli sono perfettamente abili al volo, del tutto simili agli adulti: in pratica, i giovani di diverse specie vanno a caccia d'insetti già in luglio!
Sebbene i pipistrelli siano spesso immaginati quali esclusivi abitatori delle grotte, di fatto diverse specie possono rifugiarsi anche in strutture costruite dall'uomo (soffitte, cantine, muri, grondaie, alloggiamenti degli avvolgibili, canne fumarie…) nonché nelle cavità degli alberi. Le caratteristiche dei rifugi (detti 'roost' dagli zoologi) cambiano in relazione alla specie e alla fase del ciclo vitale.

SOS pipistrelli

Moltissime specie di Chirotteri rischiano l'estinzione: sono minacciate dal disturbo o distruzione dei loro rifugi, dalla scomparsa dei loro habitat di caccia e dalla diffusione dei pesticidi. A ciò si aggiunga la persecuzione diretta da parte dell'uomo, che spesso uccide o allontana dai rifugi i pipistrelli perché li reputa erroneamente pericolosi, demoniaci vampiri. A tal proposito, occorre ricordare che i nostri pipistrelli sono esseri innocui, non si impigliano ai capelli e non succhiano il sangue. Sono invece sterminatori di insetti nocivi, e le loro feci (guano) non trasmettono alcuna infezione, anzi costituiscono un eccellente fertilizzante. I pipistrelli sono così sensibili ai cambiamenti ambientali da offrire agli ecologi animali l'opportunità di monitorare lo stato degli habitat valutando i livelli di attività e di diversità della chirotterofauna: questi animali sono, cioè, degli eccellenti indicatori ambientali.
La legge italiana così come la normativa europea protegge i pipistrelli condannandone l'uccisione o il disturbo. Recentemente, l'Italia ha aderito al programma internazionale EUROBATS, che coordina gli sforzi di conservazione dei Chirotteri europei.

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