Home » Le genti del parcoI primi insediamenti umani nel territorio che oggi costituisce il Parco Nazionale d'Abruzzo risalgono all'Era paleolitica, all'incirca ventimila anni fa.

A quell'epoca, durante la stagione calda le popolazioni del Fucino risalivano le montagne della Marsica in cerca di selvaggina.
Nel tempo, con una situazione climatica migliore, l'uomo iniziò ad abitare in maniera più permanente questi luoghi di montagna: le prime popolazioni che in epoca storica si insediarono nell'attuale territorio dei Parco furono preromaniche anzitutto i 'bellicosi' Marsi, oltre ai Pelígni e a Sanniti, famosi per aver lasciato lasciato testimonianze della loro cultura ad Alfedena (l'antica Aufidena).
Nel settore laziale, Equi, Volsci ed Ernici.
I Romani non segnarono in modo evidente il territorio, tuttavia tracce dell'epoca romana non mancano, rappresentate da lapidi e iscrizioni. 
Più tardi vi fu l'avvento dei Barbari, con invasioni di longobardi e scorrerie di Saraceni.
Il Medioevo è segnato dalla formazione di antichi borghi, arroccati su colli e rilievi di pietra, così come si presentano ancora oggi alcuni villaggi dei Parco.
Una netta impronta, in epoca più recente, è stata data dal Regno Borbonico delle Due Sicilie attraverso la cultura, le tradizioni, i costumi e la lingua.
Purtroppo gran parte dei patrimonio architettonico e storico più pregiato è andato perduto, sia per il terribile terremoto del 1915 che distrusse gran parte della Marsica, sia a causa della forte espansione urbanistica che, all'insegna della 'valorizzazione turistica', tra gli anni Cinquanta e Sessanta aggredì gli antichi centri dei Parco e la natura circostante con lottizzazioni abusive, residence, strade e stazioni sciistiche.
Tuttavia esistono ancora luoghi, tradizioni, culture e costumi modellatisi attraverso l'antica civiltà agrosilvo-pastorale legata a un'economia di semplice sussistenza: oltre alla pastorizia, anche l'agricoltura, sebbene in forma più ridotta e semplice, ha potuto godere di un modesto sviluppo con piccoli campi coltivati sulle pendici esposte a sud e sui fondovalle più accessibili, dove venivano coltivati grano, granturco e pochi ortaggi e legumi.
Anche l'attività forestale ha avuto una notevole importanza nella cultura locale di questo territorio. Accanto a queste principali vocazioni e tradizioni ha registrato una discreta fioritura l'artigianato, con la lavorazione del legno e della pietra.
La pastorizia transumante, sin da tempi remoti, è stata sicuramente una delle principali attività locale.

l pastori attraverso i 'tratturi' conducevano le greggi periodicamente dalle montagne d'Abruzzo alla pianura del Tavoliere di Puglia e viceversa.

Nel territorio del Parco si trovano ancora gli 'stazzi', semplici strutture in pietra poste in luoghi montani appartati per il ricovero dei pastori che seguivano i greggi.