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Faggeti degli Appennini con Taxus ed Ilex

Codice Habitat 9210

Faggete termofile con tasso e con Agrifoglio nello strato alto-arbustivo e arbustivo sia su substrati calcarei sia silicei o marnosi distribuite lungo tutta la catena Appenninica e parte delle Alpi Marittime. Sono generalmente ricche floristicamente, con partecipazione di specie arboree, arbustive ed erbacee mesofile dei piani bioclimatici sottostanti, prevalentemente elementi sud-est europei (appenninico-balcanici), sud-europei e mediterranei.

Principali specie presenti
Si tratta di boschi monospecifici a Faggio (Fagus sylvatica) raramente accompagnato da Acero opalo (Acer obtusatum) con sottobosco povero di specie, tra le quali menzioniamo felce aculeata (Polystichum aculeatum), Dentaria a nove foglie (Cardamine enneaphyllos), Fienarola dei boschi (Poa nemoralis), a foglie rotonde (Saxifraga rotundifolia), e montano (Epilobium montanum). frequenti anche di Kitaibel (Cardamine kitaibelii), minore (C. bulbifera), montana (Prenanthes purpurea), glabro (Adenostyles glabra ssp. Glabra), (Oxalis acetosella), di capra (Actaea spicata), montano (Epilobium montanum), Stellina odorosa (Galium odoratum), setifera (Polystichum setiferum), P. lonchitis, Felce maschio (Dryopteris filix-mas), dei boschi (Mycelis murali)s ed delle faggete (Euphorbia amygdaloides).
La struttura del bosco è molto variabile passando da cedui a fustaie, nei siti più favorevoli, e infine a boscaglie con individui polloniferi e prostrati, a ridosso di linee di cresta rocciose alle quote più elevate (1800-1900 m).
Nella maggior parte dei casi l'attuale limite superiore del bosco risulta abbassato almeno di 200-300 m a vantaggio delle praterie di sostituzione ricavate per il pascolo estivo. Si rinviene sui rilievi montuosi calcarei nel piano montano superiore. Dal punto di vista bioclimatico rientra nell'ambito della Regione temperata nel piano bioclimatico orotemperato ultraiperumido-iperumido, in un range altitudinale compreso tra 1400 e 1800/1900 m s.l.m. e si insedia su versanti a varia acclività, in particolare su suoli bruni calcarei profondi ed humificati.
Nei settori più meridionali si osservano invece boschi caratterizzati, oltre che da Fagus sylvatica da altre latifoglie mesofile quali Acero di Lobel (Acer lobelii), Acero di monte (Acer pseudoplatanus), Acero riccio (A. platanoides), Acero opalo (A. obtusatum), sorbi (Sorbussp.pl). Nelle stazioni più acclivi il tasso (Taxus baccata) compare con esemplari a volte maestosi. Spesso entra nella composizione dello strato arboreo anche l'agrifoglio (Ilex aquifolium) che a volte raggiunge dimensioni maestose. Nello strato erbaceo sono frequenti specie quali Geranio striato (Geranium versicolor), Cicerchia veneta (Lathyrus venetus), mercorella perenne (Mercurialis perennis), Dafne laurella (Daphne laureola), Melica comune (Melica uniflora), Euforbia delle faggete (Euphorbiaamygdaloides) e Cinquefoglia fragola-secca (Potentilla micrantha). Localmente è frequente la presenza di Cerro (Quercus cerris), risalente dalla fascia vegetazionale sottostante. Strutturalmente, questi boschi si presentano generalmente come ex cedui convertiti a fustaie o fustaie invecchiate.
Da un punto di vista corologico, queste faggete mostrano un elevato contingente di specie eurasiatiche, accompagnate da boreali, orientali e atlantiche. Si rinvengono nelle aree con fitoclima supratemperato umido, su substrati da calcarei e calcareo-dolomitici a calcareo-marnosi in un range altitudinale compreso tra gli 800-1200 m s.l.m..

PDF Carta degli Habitat Natura 2000

 
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