2010: Anno internazionale della biodiversità
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2010: Anno internazionale della biodiversità

Il capolavoro della vita…!

L'ONU attraverso l'UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, la CBDConvention on Biological Diversity (la convenzione firmata al Rio Earth Summit nel 1992 da 150 leaders dei paesi del mondo) e la IUCN-The World Conservation
Union ha dichiarato il 2010 "Anno internazionale della biodiversità".
Quest'anno sarà così un anno particolare e simbolico nell'impegno internazionale e locale dei singoli paesi del mondo a ridurre la grande, drammatica e progressiva perdita di diversità biologica sulla terra. Migliaia di specie vegetali e animali muoiono e si estinguono ogni giorno e i governi dei paesi del mondo dovranno lavorare, da quest'anno, con interventi, decisioni e immaginazione per trovare soluzioni decisive a quello che potrebbe diventare il più grave problema ambientale, ecologico e sociale dei prossimi decenni: l'impoverimento della vita.
Lo slogan della campagna di comunicazione del progetto delle Nazioni Unite, della CBD e della IUCN è: "biodiversity is life, biodiversity is our life".
Una frase semplice composta di due frasi semplici, belle, che racchiudono tanto…il segreto legame che unisce la nostra vita di esseri umani, di comunità umane, di individui, alla vita dei nostri ambienti naturali, alla vita degli habitat sparpagliati in ogni angolo della terra, degli ecosistemi ricchissimi e complessi nei quali siamo immersi come uomini, come animali.
Da essi, e dalle singole specie che li abitano, dipendiamo traendovi risorse, energie, nutrimenti, respiro, complessità, bellezza, ricchezza.
La biodiversità è vita, ma è anche la nostra vita. Forse non ce ne accorgiamo, forse non guardiamo la nostra terra con il giusto sguardo, con la dovuta delicatezza e sensibilità, con la dovuta conoscenza, forse non ne siamo consapevoli, ma il valore - anche solo economico - dei servizi resi dagli ambienti naturali all'uomo è imponente, all'incirca uguale al valore del Prodotto Interno Lordo mondiale: ovvero, miliardi di miliardi di euro ogni anno. Forse è la vastità di tale valore a rendercelo opaco, non farcelo percepire.
Forse anche il fatto che la natura, con tutte le specie che la abitano segretamente, rendendola il più grande patrimonio del nostro futuro, è più discreta dell'essere umano, forse un po' timida. Ma lì in disparte la natura lavora e vive per rendere possibile tutta la vita sulla terra e la nostra vita.
Nelle stime dei più importanti ecologi e biologici del mondo si prevede che il depauperamento delle specie viventi sulla terra raggiungerà in questo secolo cifre sbalorditive: circa la metà delle specie viventi potrebbe sparire entro il XXI secolo, con effetti imprevedibili sulla vita delle altre specie, compresi noi, sugli equilibri di tutti gli ecosistemi terrestri.
Se non vi porremo rimedio saranno distrutte fonti inimmaginabili di informazioni scientifiche e di ricchezza biologica.
I costi derivanti dalla mancata valorizzazione di tali risorse saranno compresi meglio dalle prossime generazioni che da noi, e saranno terribili.
Avremo perso per sempre l'opportunità di scoprire nuove medicine, nuove varietà di coltivazioni, nuovi tipi di legno, nuove fibre, nuove piante che rigenerano il suolo, nuovi sostituti del petrolio e di altri prodotti, nuovi cibi.
E nuove meraviglie...
Noi, in quanto specie, viviamo sulla terra, ma il nostro vero involucro protettivo è la biosfera, la totalità di tutte le forme di vita, generatrice dell'aria, depuratrice dell'acqua, conservatrice dei suoli, ma che di per sé è un sottile strato che aderisce fragilmente alla superficie del pianeta. Noi dipendiamo per ogni istante della nostra vita dalla delicata salute della biosfera.
Ogni angolo della natura, anche quello che ci sembra più povero, più arido, più semplice, è invece complessissimo, ricchissimo di vita, vita quasi invisibile: ogni metro cubo di suolo e di humus è un mondo brulicante di centinaia di migliaia di piccolissime creature, in rappresentanza di centinaia di specie.
Da esse dipendono le altre specie, in una catena di vita di cui un anello, uno soltanto, anche se forse uno dei più belli, siamo noi.
Ma è la ricchezza, la profondità e la varietà della catena che noi dobbiamo preservare, proteggere, amare.
"Ogni specie vivente è un capolavoro della vita"
dice il grande biologo e naturalista di Harvard Edward Wilson nel suo ultimo libro "La creazione. Un appello per salvare la vita sulla Terra" (Adelphi editore).
E ogni specie vivente è un capolavoro della vita perché ogni specie vivente è un elemento di grandiosa armonia ed equilibrio in un sistema di meravigliosa complessità, dove piante, alberi, animali, fiori e infiniti microrganismi convivono ed entrano in relazione gli uni con gli altri a sorreggersi, nutrirsi, evolversi.
Qui da noi, nel nostro Parco Nazionale siamo ogni giorno immersi proprio in questa meravigliosa complessità, in questa stupenda convivenza quotidiana con migliaia di altre specie viventi accanto a noi. Salvando questo territorio, proteggendolo dall'impoverimento delle specie viventi, stiamo salvando un tratto di terra, di acqua e di vita di inestimabile valore.
Questa porzione di terra, qui sugli Appennini più selvaggi, è l'angolo più ricco di biodiversità d'Italia.
Un po' lo sappiamo, grazie alle informazioni che possiamo trovare, leggere, scoprire, investigare. Ma un po', anche, semplicemente, lo sentiamo, lo percepiamo ogni volta che attraversiamo queste foreste, questi luoghi unici.
A volte, personalmente, quando mi trovo in un tratto di bosco nascosto, in una valle fitta di vegetazione al margine magari di un sottile corso d'acqua, mi sorprendo a domandarmi:
"ma qui, in questo preciso angolo appartato della natura, proprio qui dove sono fermo in questo momento, quanti altri esseri umani ci hanno messo piede?"... è la meraviglia di sentirsi immersi in un luogo selvaggio, intatto, segreto quasi, insieme magari a centinaia di animali nascosti in quello stesso preciso istante a pochi passi da noi.
E poi c'è la bellezza di attraversarlo timidamente quel luogo, con grande rispetto e stupore, e silenzio, senza voler lasciare traccia alcuna, ma soltanto godendo di quel tempo in cui ci si può risentire quasi allo stato primordiale degli esseri umani, nel contatto più diretto con la natura e la vita.
Credo che noi abbiamo bisogno di vagabondare per la terra che non è di nessuno e che è protetta da tutti, il cui immutato orizzonte è lo stesso che segnava i confini dei nostri padri, dei nostri antenati. La natura ha poi questa strana e incredibile umiltà che ci chiede amore, l'amore che si prova come un istinto verso tutto ciò che ci sembra così generoso e, semplicemente, unico per noi.
Sono anche queste sensazioni che noi dobbiamo proteggere proteggendo la biodiversità terrestre e di questa incredibile e particolare e preziosissima Area Protetta nella quale viviamo.
Nel nostro Parco Nazionale vivono 8.354 specie viventi: 2.841 sono alberi, piante, fiori, microrganismi vegetali, 5.513 sono animali, mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, pesci, insetti tutte queste specie viventi convivono, co-evolvono, dipendono le une dalle altre, formano l'armonia meravigliosa del Parco.
Senza di esse la nostra vita sarebbe tremendamente più povera, o forse non ci sarebbe affatto, non ci sarebbe vita neanche per noi. Orsi, lupi, camosci, cervi, caprioli, aquile, picchi, gufi reali, aironi, salamandre, bruchi e farfalle, faggi e pini neri, betulle, cornioli, scarpette di venere, ginepri, giaggioli… dipendiamo anche da essi, viviamo immersi in habitat comuni di cui siamo una specie anche noi. La Biodiversità del Parco è così straordinaria, ricca e complessa che costituisce circa il 13% dell'intera biodiversità italiana, e circa il 6,5% dell'intera biodiversità europea. Siamo un luogo di inestimabile ricchezza per l'intera Italia e per l'intera Europa.
Un luogo complesso, vario, intatto, in cui gli habitat naturali riescono ancora a integrarsi e sorreggersi in un modo non alterato, autentico.
Come dire, qui da noi, in questo frammento di territorio puro e bellissimo ci sono infiniti gioielli di vita che è difficile trovare altrove in Europa così in simbiosi tra loro, così gli uni accanto agli altri, così intrecciati e così brillanti.
Dobbiamo proteggerli con impegno, intelligenza, cura e premura, come si protegge la cosa più preziosa che si ha.
Stiamo proteggendo la nostra stessa vita qui. E poi pensiamo all'attrazione che questi luoghi esercitano per chi viene a visitarli, attraversarli, ascoltarli.
Il turismo qui è un turismo che vive sul desiderio delle donne e degli uomini di sentirsi immersi in una bellezza nitida fatta di vita, animali, alberi e paesaggi che racchiudono il mistero e lo stupore di incontrare specie viventi uniche e stupende.
Noi qui leghiamo a doppio filo l'economia alla vita, la nostra ricchezza e le nostre comunità alla natura.
Delle 8.354 specie del Parco, ben 97 però sono a rischio di estinzione. La loro scomparsa significherebbe povertà, sconfitta per la vita.
In effetti, a volte, è quasi impossibile vedere, anche solo di sfuggita, certi animali rari, pensiamo agli orsi, ai lupi… ma noi, abitanti di questa terra, abbiamo bisogno di loro anche come simboli. "La loro presenza attorno a noi proclama il mistero della vita, sono i gioielli della corona della creazione" dice Edward Wilson. "Sapere che sono là fuori, che sono vivi e in buona salute è importante anche per il nostro spirito, per la pienezza delle nostre vite.
Se vivono vuol dire che la natura vive".
Immaginiamo l'orso, l'orso bruno marsicano che è tra queste foreste, come in ultimo angolo di paradiso adatto a lui.
È una specie autoctona e un endemismo, vive solo qui.
È la presenza magica del Parco Nazionale, il suo simbolo più bello, sfuggente, misterioso.
L'impoverimento del suo habitat potrebbe provocarne l'estinzione.
Ma se l'orso bruno marsicano resisterà, sapremo anche che il Parco continua ad essere un luogo magico che può accogliere la complessità e la profondità della vita.
Se l'orso potrà essere libero di vagabondare qui, noi sapremo che il Parco è ancora un habitat incontaminato dell'Italia, dell'Europa e della terra.
I biologi che si occupano della conservazione della fauna selvatica hanno bisogno di sapere l'attuale stato di salute dell'orso, ma spero che ci saranno sempre, qui, aree remote del suo habitat lontane anche alle esplorazioni degli scienziati.
Ecco, semplicemente, anche la magia di lasciare che una parte della vita dell'orso rimanga un mistero...
Ecco, semplicemente, proteggere e amare tutto questo, la vita, e noi.

(foto di: Archivio PNALM)
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(foto di: Valentino Mastrella)
Pinguicola
(foto di: Archivio PNALM)
Rosalia Alpina
(foto di: Valentino Mastrella)
Vipera Ursini
(foto di: S. Bruno)
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