Zonizzazione del Parco
Slide fotografica
CondividiFacebookTwitterGoogle+LinkedInemailwhatsapp
Home » Ente Parco » Strumenti di Pianificazione

Zonizzazione del Parco

1. Il territorio del Parco è articolato nelle seguenti Zone:
  • Zone A - Riserve integrali
  • Zone B - Riserve Generali Orientate
  • Zone C - Aree di protezione
  • Zone D - Aree di promozione economica e sociale.

2. Le aree D di promozione economica e sociale sono articolate in tre sottozone D1 - D2 - D3.


Zona A: Riserve integrali

1. Le Riserve integrali rappresentano i sistemi e le componenti di più rilevante pregio biologico, idrologico, geomorfologico e paesaggistico del Parco e sono destinate esclusivamente alla conservazione dell'ambiente naturale nella sua integrità.

2. In tale Zona, in particolare, è vietata:

  • a) Qualsiasi trasformazione o manomissione della morfologia del territorio;
  • b) Qualsiasi modificazione o manomissione dell'assetto idrogeologico;
  • c) Qualsiasi manomissione o prelievo di specie vegetali;
  • d) Qualsiasi forma di prelievo e disturbo di specie animali;
  • d) Qualsiasi manomissione o prelievo di minerali e fossili;
  • e) Qualsiasi realizzazione di costruzioni, impianti tecnologici, manufatti;
  • f) Qualsiasi utilizzazione delle risorse a scopo economico, comprese le attività agrosilvopastorali.

3. Sono fatti salvi, nei modi disciplinati dal Regolamento:

  • a) le attività di ricerca scientifica condotte od autorizzate dall'Ente Parco;
  • b) gli interventi di manutenzione, riqualificazione e restauro ambientale promossi od autorizzati dall'Ente Parco;
  • c) la manutenzione ordinaria della sentieristica individuata dal Parco;
  • d) gli interventi, promossi od autorizzati dall'Ente Parco, per la manutenzione ordinaria o il restauro conservativo di manufatti ed edifici esistenti;
  • e) l'accesso dei visitatori, solo lungo i sentieri, che possono essere percorsi unicamente a piedi, senza divagazioni rispetto ai tracciati segnalati.

Zona B: Riserve generali orientate

1. Le riserve generali orientate sono destinate alla protezione dei processi naturali e degli equilibri ecologici, idraulici e idrogeologici, nonché alla protezione di valori scenici e panoramici anche attraverso la continuazione e il recupero di attività produttive tradizionali.

2. In tale zona sono consentiti esclusivamente:

  • a) gli interventi, condotti, promossi o autorizzati dall'Ente Parco, di ricostituzione degli equilibri ecologici, idraulici e idrogeologici, di ripristino e restauro paesaggistico, di eventuale eliminazione di elementi di disturbo degli assetti paesaggistici e ambientali;
  • b) interventi di manutenzione e riqualificazione territoriale condotti direttamente dall'Ente Parco o da altri soggetti, previa intesa con l'Ente Parco;
  • c) la manutenzione della rete sentieristica o la realizzazione a cura dell'Ente Parco di nuovi sentieri;
  • d) la realizzazione a cura dell'Ente Parco o d'intesa con esso di modeste strutture funzionali al perseguimento delle finalità del Parco;
  • e) gli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, nonché di restauro conservativo di manufatti edilizi esistenti, per i quali sono ammessi gli adeguamenti funzionali strettamente necessari a dotare gli edifici dei requisiti minimi richiesti dalle norme di settore;
  • f) le attività agrosilvopastorali, condotte secondo modalità che ne garantiscano la compatibilità con la conservazione di habitat e specie selvatiche, e la realizzazione di piccoli manufatti a servizio delle stesse (quali recinzioni, stazzi, abbeveratoi), nonché la realizzazione, in conformità ai modelli tipologici approvati dall'Ente Parco, di modeste strutture a carattere stagionale per il ricovero o per le attività connesse all'uso estivo dei pascoli;
  • g) la raccolta dei prodotti del bosco e del sottobosco, nei limiti previsti dal regolamento;
  • h) la manutenzione delle strade di servizio esistenti in quanto funzionali alle attività economiche tradizionali consentite;
  • i) l'accesso con mezzi motorizzati lungo strade e piste esistenti esclusivamente per necessità di soccorso o di servizio, nonché per esigenze di lavoro e per l'esercizio dell'uso civico, secondo le modalità stabilite nel Regolamento del Parco;
  • j) l'accesso dei visitatori, lungo i sentieri individuati dal presente Piano, secondo quanto specificato nel regolamento;
  • k) le altre forme di utilizzazione a fini ricreativi del territorio, nei limiti e nei modi previsti dal presente piano e dal Regolamento;
  • l) lo svolgimento di manifestazioni e feste popolari nei limiti e nei modi previsti nel Regolamento.

3. Gli interventi selvicolturali sono consentiti se rivestono carattere colturale e sono finalizzati prioritariamente:

  • a) al consolidamento strutturale di soprassuoli misti di specie arboree autoctone;
  • b) alla rinaturalizzazione di rimboschimenti effettuati con specie alloctone o non adatte all'ambiente;
  • c) al potenziamento della funzione protettiva e ricreativa dei boschi;
  • d) alla conversione in alto fusto dei boschi cedui.

Gli interventi sono disciplinati per le proprietà pubbliche dai piani di utilizzazione dei boschi approvati previa intesa con l'Ente Parco, nel rispetto dei criteri contenuti nel Regolamento.
Ogni intervento dovrà essere preventivamente autorizzato dall'Ente, sulla base di idoneo progetto di taglio. Le utilizzazioni di boschi privati sono consentite previa approvazione da parte dell'Ente Parco del progetto o della relazione di taglio, redatto a cura del proprietario. Sono comunque esclusi dal taglio i boschi vetusti nonché i nuclei spontanei di Betulla, Tasso, Pino nero di Villetta Barrea, Carpino bianco, Pioppo bianco, Pioppo tremulo, Leccio e Farnetto.

5. L'esercizio del pascolo è consentito previa autorizzazione da parte dell'Ente Parco, entro limiti di carico individuati per ciascun comparto pascolivo e fatte salve particolari necessità di gestione faunistica. Sono fatti salvi i diritti tradizionali di uso civico, quali le cosiddette "difese" comunali, purché nell'ambito di carichi sostenibili.

6. Nella Zona non sono consentiti gli interventi e gli usi di seguito riportati:

  • a) la captazione delle acque sorgive, fluenti o sotterranee, fatto salvo quanto stabilito nel successivo art. 17;
  • b) la costruzione di nuove opere edilizie;
  • c) l'apertura di nuove strade e la modificazione tipologica e funzionale di quelle esistenti;
  • d) la installazione di infrastrutture tecnologiche che alterino in misura significativa l'assetto paesaggistico dei luoghi, anche in ampliamento di situazioni esistenti, compresa la posa in opera di paraboloidi, antenne e impianti di trasmissione dati;
  • e) la installazione di qualsiasi forma di pubblicità commerciale, quali insegne e cartelli;
  • f) la raccolta di minerali e fossili, se non nell'ambito di ricerche autorizzate dall'Ente Parco;
  • g) l'esercizio della pesca, fatti salvi i diritti di uso civico come disciplinati nel regolamento.

Zona C: Aree di protezione

1. Le aree di protezione sono destinate alla salvaguardia del paesaggio come modellato dalle attività produttive tradizionali; in esse è consentita la continuazione secondo gli usi civici e quelli tradizionali, ovvero secondo metodi di agricoltura biologica, delle attività agrosilvopastorali, nonché di pesca e raccolta dei prodotti naturali ed è incoraggiata la produzione artigianale di qualità.

2. Oltre alle utilizzazioni del territorio e alle destinazioni d'uso consentite per le Riserve generali orientate, nelle aree di protezione sono consentiti:

  • a) gli interventi volti alla riqualificazione degli insediamenti a carattere zootecnico sia sul piano igienico/ funzionale che su quello della tipologia;
  • b) gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo degli edifici esistenti, con possibilità di prevedere gli adeguamenti funzionali strettamente necessari a dotare gli edifici dei requisiti minimi richiesti dalle norme di settore;
  • c) la captazione delle acque superficiali nei limiti strettamente necessari all'esercizio delle attività
  • consentite;
  • d) gli interventi volti alla realizzazione delle infrastrutture strettamente necessarie all'esercizio delle attività ammesse;
  • e) le attività agricole, condotte secondo gli usi tradizionali ovvero secondo metodi di agricoltura biologica;
  • f) l'installazione di insegne o cartelli indicatori di attività produttive di tipo agricolo, nelle immediate vicinanze o sull'edificio ove queste si svolgono, previa autorizzazione dell'Ente Parco;
  • g) l'esercizio della pesca, nei limiti previsti dal Regolamento;
  • h) l'accesso dei visitatori.

Zona D: Aree di promozione economica e sociale

1. Le aree di promozione economica e sociale, sono destinate al mantenimento ed allo sviluppo di attività economiche sostenibili, anche attraverso la riqualificazione del sistema infrastrutturale ed insediativo residenziale e turistico, con particolare riguardo al recupero e rispetto dei connotati architettonici peculiari del territorio. In esse sono consentiti gli interventi previsti dagli strumenti urbanistici comunali, approvati a seguito di intesa con l'Ente Parco, nel rispetto delle previsioni del presente piano.

2. Le aree di promozione economica e sociale sono suddivise nelle sottozone D1, D2, D3. Esse individuano, rispettivamente:

  • a) la sottozona D1: il tessuto edilizio attuale, comprese le aree di recente edificazione, di completamento o di espansione del tessuto urbano, compresi gli insediamenti di carattere artigianale e produttivo in genere;
  • b) la sottozona D2: le aree destinate a insediamenti produttivi di carattere agricolo o zootecnico;
  • c) la sottozona D3: le aree riservate a interventi di riqualificazione ambientale, risanamento o bonifica di siti degradati, al completamento di attrezzature e impianti per l'esercizio dello sport, campeggi o aree attrezzate, impianti e/o attrezzature per servizi di livello urbano.

3. Le aree della zona D del Piano del Parco, con le relative sottozone sono soggette ad intesa ai sensi dell'art. 12 della Legge 394/91. La variazione delle intese relative alla zona, in presenza di interventi che non alterino la perimetrazione della stessa, non implicano l'attivazione delle procedure previste per la modifica del Piano, che viene automaticamente modificato con il recepimento della nuova intesa.

4. Per l'approvazione delle intese di cui al comma precedente si applicano le norme di concertazione negoziata finalizzate a definire tempi e modalità per la conclusione del procedimento, tenuto conto delle previsioni di cui alla legge 241/1990 e s.m.i.


Sottozona D1

1. Nella sottozona D1 gli interventi dovranno perseguire la riqualificazione degli edifici dei centri storici, la riconnessione con gli assetti insediativi delle aree già edificate e una riorganizzazione unitaria del costruito che permetta di restituire i connotati, architettonici, volumetrici e compositivi essenziali del contesto tradizionale.

2. Nella sottozona sono consentiti interventi di urbanizzazione primaria e secondaria, manutenzione ordinaria e straordinaria dell'edificato esistente, di nuova edificazione, limitatamente al perseguimento dell'obiettivo descritto al comma precedente, di recupero urbanistico ed edilizio, restauro e risanamento conservativo, consolidamento statico e sismico con modalità e metodologie compatibili con gli indirizzi contenuti nelle presenti norme per quanto concerne i caratteri tipologici, morfologici, tecnologici e dei materiali impiegati.

3. Nella localizzazione di aree artigianali, industriali o commerciali, devono essere previsti ingombri ed altezze tali da minimizzare l'impatto visivo dei manufatti, ed in ogni caso adeguate modalità di miglioramento e mascheramento degli edifici.


Sottozona D2

1. La sottozona D2 è riservata alla localizzazione delle strutture, degli edifici e degli impianti necessari all'esercizio delle attività agricole e zootecniche.

2. Nella sottozona gli interventi dovranno perseguire, prioritariamente, il recupero urbanistico e la riqualificazione architettonica e ambientale dei manufatti esistenti, nonché la riconnessione con gli assetti insediativi delle aree già edificate sotto il profilo morfologico, infrastrutturale e paesistico.

3. Sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione edilizia, recupero edilizio e urbanistico, risanamento conservativo, consolidamento statico e sismico, nonché nuova edificazione finalizzata all'esercizio delle attività agricole e zootecniche, nei limiti delle normative regionali relative alla edificazione in ambito agricolo.

4. Gli interventi dovranno essere eseguiti nel rispetto della conformazione orografica e delle caratteristiche paesaggistiche dei luoghi, anche in funzione del recupero paesaggistico di eventuali situazioni di degrado; inoltre, devono essere eseguiti impiegando modalità e metodologie realizzative compatibili con gli indirizzi contenuti nelle norme di attuazione per quanto concerne i caratteri tipologici, morfologici, tecnologici e dei materiali impiegati.


Sottozona D3

1. La sottozona D3 è riservata alla realizzazione di interventi di riqualificazione ambientale, risanamento o bonifica di siti degradati, al completamento di attrezzature ed impianti per l'esercizio dello sport, campeggi o aree attrezzate, impianti e/o attrezzature per servizi di livello urbano. Sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei manufatti esistenti, ristrutturazione edilizia, recupero edilizio e urbanistico, risanamento conservativo, consolidamento statico e sismico, realizzazione di nuovi impianti ed attrezzature e nuova edificazione solo se strettamente funzionale all'esercizio delle attrezzature ed impianti consentiti.

2. Gli interventi sono consentiti nel rispetto della conformazione orografica dei luoghi e a condizione che vengano previste idonee opere di inserimento paesaggistico e mitigazione dell'impatto visivo, nonché modalità e metodologie esecutive compatibili con gli indirizzi contenuti nelle norme di attuazione per quanto concerne i caratteri tipologici, morfologici, tecnologici e dei materiali impiegati.

Camosciara
(foto di: Valentino Mastrella)

(foto di: Archivio PNALM)
UnescoDiploma Europeologo europarcMinistero dell'AmbienteFederparchi
© 2017 Ente Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise
viale Santa Lucia - 67032 Pescasseroli (AQ)
Tel. 0863/91131 - Fax 0863/912132
E-mail: info@parcoabruzzo.it - Posta certificata
URP
Privacy
Note legali
Elenco siti tematici
Link