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Patrimonio UNESCO

Le faggete vetuste del Parco patrimonio mondiale UNESCO

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ha guidato per conto del Ministero dell'Ambiente la procedura di candidatura a livello nazionale, con la consulenza scientifica dell'Università della Tuscia con il professore Gianluca Piovesan e Alfredo Di Filippo. In Italia, il processo di adesione è nato dal basso (bottom-up), fortemente voluto dagli enti gestori e dalle comunità locali. Le faggete selezionate per rappresentare stadi unici a scala continentale nei processi ecologici del'habitat faggeta vetuste ricadono in: Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi; Parco Nazionale del Gargano; Parco Nazionale del Pollino; Comuni di Soriano nel Cimino e Oriolo Romano.

Sebbene l'Italia detenga il maggior numero di siti UNESCO, solo 4 di essi hanno ottenuto il riconoscimento per gli aspetti naturali (legati all'importanza geologica o all'eccezionale bellezza naturale). Il riconoscimento UNESCO delle faggete rappresenta per l'Italia la prima iscrizione di un patrimonio naturale espressamente per il suo valore ecologico di rilievo globale. L'importanza per il nostro Paese è altresì accentuata dal fatto che ben 10 delle 63 faggete europee iscritte al Patrimonio dell'Umanità nel sito seriale transnazionale ricadono in Italia.

Le faggete vetuste del Parco sono entrate nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO. La decisione è stata presa a Cracovia il 07 luglio 2017 durante i lavori della 41 sessione della Commissione per il Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, che ha deciso di estendere il riconoscimento già attribuito alle faggete dei Carpazi a quelle di altri 10 Paesi europei. Diventano così 12 i Paesi Europei con la presenza di siti naturali di faggete vetuste iscritti al Patrimonio mondiale: Italia, Austria, Belgio, Slovenia, Spagna, Albania, Bulgaria, Croazia, Germania, Romania, Slovacchia e Ucraina.

All'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sono stati individuati 5 nuclei di faggeta per una superficie complessiva di 937 ettari, afferenti ai demani Civici di Villavallelonga (valle Cervara), Lecce nei Marsi (Moricento), Pescasseroli (Coppo del Principe e Coppo del Morto), Opi (Cacciagrande). Tutti i siti ricadono all'interno di aree individuate come Riserva Integrale nella pianificazione della Legge 394/91 "Legge Quadro sulle Aree Protette" (corrispondenti alla categoria I dell'Unione internazionale per la conservazione della natura);

I cinque nuclei individuati si distinguono per la loro elevata naturalità, caratterizzata da un mosaico di forme strutturali appartenenti a tutte le fasi del ciclo strutturale della faggeta, e per la loro collocazione geografica lungo il crinale principale dell'Appennino. I singoli siti si sviluppano in ambiente montano su calcari del mesozoico (ad eccezione della faggeta di Val Fondillo che poggia su Dolomia risalente al Lias inferiore). Le faggete che hanno ottenuto il riconoscimento ospitano i faggi più antichi dell'emisfero settentrionale (560 anni) e la faggeta della Val Cervara è, attualmente, l'unico esempio conosciuto di foresta primaria in Italia.

Caratteristiche rilevanti di queste faggete sono l'elevato valore di necromassa, la struttura disetanea, l'assenza di interventi antropici, un livello complessivo di biodiversità elevato in funzione proprio della loro alta naturalità, la presenza di specie rare e caratterizzanti i siti complessi e di elevata naturalità. Naturalmente queste foreste ospitano anche specie appartenenti alla grande fauna come l'Orso marsicano, il lupo, cervi e caprioli, varie specie di Mustelidi (martora, faina ecc.), il rarissimo gatto selvatico;
Il Riconoscimento da parte dell'UNESCO porta a compimento un lungo lavoro, che negli ultimi 3 anni è stato coordinato dal Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise per tutti gli Enti italiani coinvolti. Il Ministero dell'Ambiente ha preso atto di questa volontà e sostenuto la candidatura nei momenti salienti del percorso.
Come si ricorderà, i 10 Paesi europei, coordinati dall'Austria, hanno presentato l'iscrizione nella Tentative List dell'Unesco nel gennaio 2015 e presentato un corposo fascicolo di candidatura nel gennaio 2016, corredato dalle risultanze di anni di studio.

L'iscrizione nella lista del patrimonio mondiale è il riconoscimento di un lungo lavoro di conservazione e di studio che i Parchi italiani fanno, dimostrando che con un lavoro di squadra e di rete si possono raggiungere risultati importanti.


(foto di: Bruno D'Amicis)

(foto di: Bruno D'Amicis)

(foto di: Bruno D'Amicis)
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